Raccolte di vinile “LineaTre” della RCA.
Audiocassette ascoltate in macchina.
Tempi che non torneranno, gente che se ne è andata.
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Un blog su Lady Oscar e non solo: perchè il primo amore non si scorda mai, ma poi altri se ne aggiungono…
Raccolte di vinile “LineaTre” della RCA.
Audiocassette ascoltate in macchina.
Tempi che non torneranno, gente che se ne è andata.
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Oggi David Bowie compie 65 anni.
Mi piace ricordarlo perché le sue canzoni mi tengono compagnia coscientemente da una ventina di anni; tuttavia me le ricordo anche quando ero ancora troppo piccola per scegliere cosa ascoltare.
Mi piace ricordarlo perché molte delle persone che ammiro e ho ammirato sono nate negli anni compresi tra il ’40 e il ’49 del secolo scorso. Alcune non ci sono più, e mi mancano tanto.
Mi piace ricordarlo perché finché ha potuto, ha fatto grandi cose, esattamente come le intendeva lui (enormi ragni di plexiglas inclusi).
Mi piace ricordarlo perché non credo che ci saranno altre possibilità di sentirlo cantare dal vivo, dopo che la vita gli ha presentato il conto di una gioventù letteralmente “sex, drugs and rock’n'roll”.
Mi piace ricordarlo perché lo trovo più grande ora che mai.
Mi piace ricordarlo per ringraziarlo di quello che le sue canzoni, con il tempo, mi hanno dato.
Mi piace ricordalo così:
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E’ morto Shingo Araki, autore del character desig di molti anime ormai “storici” (Atlas Ufo Robot, Lupin e, si, anche Lady Oscar)
http://vitadigitale.corriere.it/2011/12/01/da-actarus-a-lupin-e-morto-il-disegnatore-shingo-arachi/
Tags: ladyoscar
La scocciatura è cominciata a fine agosto, anzi ripreso, visto che anche l’anno scorso avevo fatto il loro bravo giro di telefonatine. Ma erano terminate alla svelta.
La penosissima compagnia telefonica che mi fornisce il telefono fisso e l’adsl, visto che non riesce a scucirmi un centesimo di più dei soldi dovuti per il servizio basic (non uso il fisso per chiamare un cellulare almeno dallo scorso millennio), comincia a cercarmi a casa. Sono sicura che siano loro, la mia utenza non è più in elenco da eoni, è l’unica che non è intestata a me ma a un familiare.
Tra i servizi, ho attivato il “chi è” e tutti i miei telefoni hanno il display, a casa, di solito, mi chiama una strettissima cerchia di persone; addirittura anche al nuovo lavoro hanno solo il mio cellulare.
So che la modalità telefonica è valida per la stipula di contratti, che chi chiama lo fa a ripetizione e che io, essendo turnista, spesso lavoro quando gli altri riposano e riposo quando gli altri lavorano, quando chiamano la cornetta la alzo anche. Ma non parlo.
Fino a quando i simpatici non fanno la mossa di chiamarmi sul cellulare e di chiedere dell’intestatario del fisso di casa. Li ho avvisati che se mi avessero richiamato, li avrei denunciati per stalking; l’operatore ha buttato giù. Sul cellulare non mi hanno richiamato, però, poco dopo sul fisso mi è arrivata una telefonata di un personaggio, piuttosto alterato, che voleva parlare con il titolare dell’utenza. Come sempre, mia scena muta.
Oltre a diverse chiamate con numero privato, che sarebbero vietate per chi fa outbound, i numeri che sono comparsi sono stati 02915960664, 0294199000 e 02370704. Le telefonate sono state almeno una ventina. Il tono è sempre stato da ignoranti, e lo dico con cognizione di causa, perché lavoro al contatto con il pubblico da più di venti anni. Si sentiva bene che molti di coloro che chiamavano non erano italiani e la comunicazione non era buona, l’origine della chiamata poteva anche non essere in Italia.
Il gestore telefonico è quello col maiale, e in effetti il servizio è una porcata. L’ho sconsigliato ai familiari e non mi spiego bene perché mi rompano così le scatole: le bollette le pago puntuali anche se me le fanno pervenire sempre sul limite della scadenza (niente addebito sul conto, di loro non mi fido). Ho letto in giro nella rete che se uno vuole migrare e li lascia, ostacolano la portabilità del numero. Volessero tentare farmi “migrare” per tenersi il mio numero? Non hanno idea di che bestiaccia io sia…
Dopo una quiete di un paio di settimane parte il secondo round della rottura di gonadi.
Per alcuni giorni, arrivano delle telefonate mute da numeri nuovi. Mute non nel senso che io non parlo, ma nel senso che chi chiama non parla. Per un paio di giorni e una decina di telefonate. Come se volessero testare validità e orari dei numeri chiamati. Poi i novellini si fanno coraggio e favellano. Loro, non io. In una delle ultime telefonate, mentre chi mi chiamava si improvvisava logopedista, sentivo in sottofondo un altro operatore e intendevo le parole “energia” e “Eni” o “Enel”, non era chiarissimo.
I numeri sono due e chiamano con insistenza: 0683362 e 0689798. Sono praticamente sicura che chi chiama abbia ottenuto questo recapito dal gestore telefonico: chiedono del titolare dell’utenza telefonica, che non sono io, mentre tutte le altre utenze sono intestate a me.
Potrei parlarci? No, perché dovrei? Non sono tenuta a farlo, loro non avanzano niente da me. Faccio un lavoro a contatto con il pubblico, l’ho già detto. Ricevo chiamate simili anche quando sono al lavoro, e in quel caso mi comporto come l’azienda mi richiede di fare. Ma quando torno a casa, e chiudo il portone, esigo di essere lasciata in pace. Non accetto di essere scocciata: telefonare così significa cercare di introdursi in casa di altri; se tentassero di farlo fisicamente, di introdurre il piede nell’apertura della porta, poi girerebbero zoppi.
E poi: certe offerte, un simile approccio commerciale ha un’utilità reale, dalla parte del cliente, intendo? Io credo di no. E mi riservo di argomentarlo diffusamente in futuro.
Per il resto, un suggerimento ai call center outbound:
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… e gli sfracelli che ha fatto li lascia a noi.
Pur detestandolo, non riesco a gioire: i danni fatti richiederanno tanto lavoro senza garanzia di essere riparati e il tempo e le energie sprecate non torneranno.
La manifestazione in corso a Roma ha preso una brutta piega.
In Italia, gli scontri di piazza sono sempre stati una “benedizione”: non vorrei che ciò che sta accadendo sia un gigantesco e involontario favore alla vecchia cozza pittata attaccata allo scoglio di Palazzo Chigi.
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Ad esempio a me piace il sud
(Rino Gaetano – 1974)
“Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d’India e le spine dei cardi
Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero del lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me
Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
ma quando bevo sono pronto a pagare
l’acqua, che in quella terra e’ più del pane
Camminare con quel contadino
che forse fa la stessa mia strada
parlare dell’uva, parlare del vino
che ancora e’ un lusso per lui che lo fa
Ma come fare non so
Sì devo dirlo ma a chi
se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me
Ad esempio a me piace per gioco
tirar dei calci ad una zolla di terra
passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
cantano giocano e fanno la guerra
Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo e’ all’imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me”
Votare su acqua, nucleare e legittimo impedimento è molto più importante di esprimere il voto nelle consultazioni politiche o amministrative.
Questi argomenti toccano temi letteralmente VITALI e lasciarli nelle mani di “poco stimati esponenti politici” (leggi “cialtroni pronti a vendersi per mezzo piatto di lenticchie”) mi fa drizzare i capelli in testa e mi toglie il sonno.
E oltre che rendere partecipe il mondo della mia “perplessità”, non mi rimane che sperare che il sonno sia tolto alla maggioranza degli aventi diritto, magari spaventata di dover pagare l’acqua come la benzina o di avere una centrale atomica dietro casa, magari costruita col cemento farlocco “made in mafia”.
Votando, fate attenzione a non sovrapporre le schede.
Il canale YouTube del Maestro Fabio Chiari, liutaio in Firenze, fornisce, assieme a una finestra sull’arte della liuteria, anche qualche interessante lezione di vita.
(al di là del titolo pittorescamente vernacolare del video, consiglierei di ascoltarlo con attenzione)
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